Centinaia e centinaia di salcitani residenti a Roma erano riuniti in Piazza S. Pietro la mattina del 23 marzo
scorso ad accogliere i 30 ragazzi vestiti in costumi salcitani e le 150 persone provenienti da Salcito per partecipare all’ Udienza
generale che il Santo Padre concedeva quella mattina.
Alle ore 10.00 partiva il corteo dal colonnato di sinistra della piazza dirigendosi
verso la basilica: in testa la Corona dell’Incoronata, donata dalla comunità e portata qui da Papa perché fosse benedetta. Seguivano
le 15 coppie di ragazzi in costume, poi i doni offerti al santo Padre(una rappresentazione in foglia d’oro del nostro paese, la raccolta
del Bollettino parrocchiale ,un quadro della Madonna Incoronata, un agnellino). Dietro poi un effigie lignea del nostro Patrono, S.
Basilio Magno.
In corteo giungeva poi il Parroco, il Vescovo e la comunità con il cuore traboccante di gioia. Tante persone presenti
in piazza quella mattina ci si avvicinarono scattando foto e chiedevndo da quale regione provenissimo.
Tutti gioiosamente rispondemmo:"Siamo
del Molise veniamo da SALCITO", indicando la tela che riproduceva il nostro comune. Entrati in Basilica attraverso la Porta di Santa
Marta, il parroco si presenta al servizio d’ordine che gli indicò il posto dove sistemarci. Gli dissero “Per Salcito è riservato un
posto particolare, un posto privilegiato. Ci sistemammo nella "Crociera di S. Giuseppe, alla sinistra dell’altare Papale".
Alle 11.35
la Basilica di S. Pietro si illuminò a giorno: tre minuti dopo il Santo Padre Giovanni Paolo II entrò, acclamato da diecimila persone:
c’erano gruppi della Jugoslavia, della sua amata Polonia, dalla Francia, dal Belgio…"pregò con noi e ci lasciò la sua insegnamento:
ci ha parlato di Gesù Cristo come vero Dio e vero Uomo ,di come la coesistenza di due volontà, una umana e l’altra divina, si siano
potute realizzare in uno unico essere. Essere uomini di Dio non vuol dire essere uomini lontano dagli uomini."
Terminata la catechesi
ha salutato i gruppi presenti. il primo saluto è andata al gruppo di Salcito accolto con queste parole "Il pellegrinaggio della Parrocchia
di S. Basilio Magno in Salcito Diocesi di Trivento".
Un applauso caloroso si è levato dalla crocera di S. Giuseppe come segno di saluto
al santo Padre. Il Papa ha poi proseguito: "Saluto, il caro fratello Vescovo Antonio Santucci, Vescovo della Diocesi di Trivento il
quale presiede il pellegrinaggio della Parrocchia di S. Basilio Magno in Salcito. Benedico volentieri la Corona che verrà posta sul
capo dell’ effigie della Vergine il 15 agosto prossimo. Invito tutti a vivere con spirito di fede la loro vocazione cristiana sull’
Esempio di Maria".
Dopo aver benedetto la Corona si è avvicinò al nostro gruppo, vedendo i ragazzi in costume, ha cominciato con loro
un breve ma significativo dialogo.
Il Papa chiese, "DA DOVE VENITE?” Essi prontamente hanno risposto: "VENIAMO DAL MOLISE!!”.
Il Papa
poi soggiunse: "DA QUALE PARTE DEL MOLISE?" Ed essi: "DALLA PROVINCIA DI CAMPOBASSO". Il Papa ha continuanto: "DA QUALE ZONA DELLA
PROVINCIA DI CAMPOBASSO?"
E loro festosamente: "DA SALCITO!!"
II Papa ha poi concluso quel gioioso momento passando tra la folla benedicendola:
"BENE; BENE!! AUGURI PER L’INCORONAZIONE DELLA MADONNA CHE FARETE IL 15 AGOSTO".
Quelle parole pronunciate al di fuori di ogni ufficialità,
insieme al fatto di aver salutato il nostro Paese come primo gruppo, ci ha fatto capire che il Santo Padre abbia gradito grandemente
l’iniziativa di far benedire in San Pietro la corona della Vergine Incoronata a chiusura dell’anno Mariano.
Dopo 18 anni…...02 aprile
2005 ore 21.37 Grazie Santo Padre per quell’occasione così importante, è stato il momento di tante conversioni, in cui tante persone
hanno deciso di vivere con te la loro avventura verso Cristo Signore. Amen.
Si sa che fino al tempo di Napoleone si usava seppellire i cadaveri entro le chiese. Napoleone stabilì
che i Cimiteri dovessero essere situati al di fuori del centro abitato.
A Salcito si continuò a seppellire nelle chiese specialmente
quelli che, in vita, erano iscritti alle Congreghe: così gli iscritti alle Congreghe del Santissimo e del Rosario venivano seppelliti
nella chiesa di San Basilio e gli iscritti alla Congrega dei Morti venivano seppelliti nella chiesa Santa Maria delle Grazie. Per
quelli che non erano iscritti a nessuna Congrega si creò un Cimitero fuori del centro abitato, nella zona dove attualmente vi
è la Croce in pietra. Tra la fine di luglio e il 17 settembre 1837 morirono a Salcito 79 persone di colera. Quando tale malattia
cominciò ad imperversare, si proibì la sepoltura dei cadaveri sia nelle chiese che nel Cimitero. Nel Il volume del libro dei morti,
a pag. 311 leggiamo:
Salcito lì 31 luglio 1837. E’ morta di colera alle ore 24 di oggi Berardma Di Salvo di anni 74, figlia
di Domenico e di Isabella Carmosino, moglie di Nicola Benigno, confessata ma non comunicata pel pericolo di vomito. li di
lei cadavere è stato seppellito nel solco sepolcrale sul colle di San Carlo. Indi come sorella della Congregazione del Purgatorio,
ove era iscritta, in quella Chiesa si sono fatte le solite funzioni funebri.
Arc. Basilio Pietravalle
Veniamo così a sapere QUANDO
e PERCHE’ è sorto il nuovo Cimitero. Nello stesso volume, a pag. 313, troviamo questa lettera che l’Arciprete Pietravalle ha scritto
il 4 agosto 1837 a Don Gaetano D’Ettore, Vicario Generale della Diocesi di Trivento:
“Illustrissimo e Reverendissimo Signore,
il Colera morbo ha dato luogo ad un nuovo Cimitero per lo seppellimento di Cadaveri di Fedeli Defunti nei solchi sepolcrali sul
monte San Carlo fuori dell’abitato di questo Comune circa tre miglia. Dimando per tanto la facoltà a poter benedire secondo la forma
del Rituale Romano il luogo ivi già stabilito. La prego tanto concedermi onde tranquillizzare religiosità di questa popolazione che
mal sopporterebbe di vedere seppellire i morti in campagna”.
Arc. Basilio Pietravalle