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Nota introduttiva

 

         Scrivere nel nostro dialetto non è facile. Mi rendo conto che incontrerò molte difficoltà perché la maggior parte delle vocali sono mute e soprattutto perché alcuni suoni non si possono rappresentare graficamente con normali segni del nostro alfabeto. Dovrò, di conseguenza, ricorrere spesso a combinazioni di lettere ed a segni usati nelle lingue straniere. Nonostante ciò alcuni suoni si potranno riconoscere solo dal contesto della frase ed altri avranno le immancabili eccezioni.

È superfluo, ma d’uopo, aggiungere che per il resto si seguiranno le regole grammaticali e sintattiche della nostra lingua.

Ringrazio fin da ora gli amici compaesani che contribuiranno ad arricchire questo lavoro ed a correggere gli eventuali errori.

 

SIMBOLI  ALFABETICI

F O N E T I C A

 

“C” = Suono dolce:

1)        Quando è seguita da consonante, es. uacn (acino);

2)        Quando è a fine parola, es. péc (pece);

3)       Quando è da sola, es. c (ci).

 

“K” = Suono duro di c:

1)        Quando è seguita da consonante, es. krvill (crivello), skrètta (fessura);

2)        Quando è  da sola, es k (che);

3)       Quando è a fine parola,  es. ríkk (ricco).

 

“CH”

Si pronuncia come finale di ucch (occhio), ma solo quando è a fine parola, ucch appunto, o quando è seguito da consonante, es. rcchtèlla (orecchietta).

 

“G”

1)       Suono dolce: 1 se è seguita da consonante, es. Gsepp (Giuseppe);

2)       Quando è a fine parola, es. péng (tegola), ng scta (non c’è).

 

“GH” = Suono duro di  g:

1)       Quando è a fine parola, es. vingh (vengo), ngh (con);

2)       Quando è seguito da consonante, es. ‘nghranbata (salita), ghlús (goloso).

 

“GL”

1)      Finale di mógl (moglie);

2)       Mentre col trattino si legge g-lús (geloso), g-lat (gelato).

 

“GN”

1)      Finale di sppègn (soffitta);

2)       Invece col trattino si legge G-nnar  (Gennaro),

g-ngata ( preparato per fare il cacio).

 

“H”

Si pronuncia come iniziale di hiocca (fiocca),  ciahla (ciagola).

 

“Í”

Iniziale di íss (esso), í (io), traín (traino, carro).

 

“j”

Come jcatór ( giocatore ), ujj ( oggi ), j ( gli ).

 

“Jì”

?í ( andare ), fajína (faina).

 

“Ò”

Suono chiuso, come ólpa ( volpe ), fssóra ( padella ).

 

“Ù”

Suono chiuso, come múss ( muso ), lúp ( lupo ).

“SC”

1)      Si pronuncia  come finale di rúsc ( rosso ), pésc ( pesce );

2)       Idem quando è seguito da consonante, es. rsctóccia (stoppia).

“SK”

1)       Suono duro di “SC” es. skgnà (sbucciare, scafare), skrial (frusta), solo se è seguito da consonante o a fine parola. Altrimenti se “sc” è seguito da o, a, u è suono duro: scorcia (buccia), scann (scranno), scual (scalino);

2)        Se è invece seguito da e ed i, è ovviamente suono dolce: scèn (scemo), scígna (scimmia).

 

“ – “

Il trattino scandisce due suoni, es. k-cúcc (zucchina), c-cat (cie-co ).

                          

  Sono sicuro che i Salcitani saranno in grado di dare ad ogni suono la giusta inflessione, il giusto tono ed accento  per gustare appieno l’espressività del nostro dialetto.

 

Inizio del lavoro agosto 1981  

 

                        Mario Monaco

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